Convegno: Massoneria, Società e Ordinamento dello Stato

Cultura, ricerca,storia e volontà di verifica sono stati alla base del convegno che ha visto la città di Lamezia Terme teatro di apertura mentale verso la massoneria e più precisamente verso il Grande Oriente Italiano - Obbedienza  Piazza del Gesù. Le sfilate dei talk show,alle quali siamo ormai  abituati nei presunti programmi culturali,locali e nazionali,non hanno trovato spazio in questo congresso dove, al numeroso pubblico,si sono,invece,offerte presenze più che qualificanti e qualificate su argomenti che da sempre occupano la mente umana sempre alla ricerca di verità e conoscenze. Infatti,i passaggi culturali calibrati,sia dal punto di vista culturale che esplicativo, offrendo un excursus storico, causano un discorso più ampio di conoscenze che variamente e inadeguatamente, spesso, sono state professate da profani inadatti a qualsiasi descrizione vera e obbiettiva che nei secoli l’ignoranza aveva presentato in contesti e contenuti avulsi dal vero spirito massonico.

Gli eventi d’idee e uomini illustri, cadenzati attraverso episodi soprattutto storici, hanno mostrato una cultura diffusa ed espansa di personaggi e scienziati che hanno fatto non solo la storia, ma l’evoluzione dell’uomo stesso in quanto essere vivente e pensante. La filosofia di vita palesata, oseremo dire,ha evidenziato degli alti ideali. Gli stessi di cui si lamenta l’assenza al giorno d’oggi.

La cultura ha sottolineato lo studio continuo,attuale e tramandato di persone che nell’assoluta libertà di coscienza ed azione, hanno deciso, fortunatamente ,di proseguire, nonostante velleitarie ed inopportune teorie mirate di soggetti il cui interesse personale è mimetizzato da simboli che ,all’umanità tutta,hanno nascosto molte verità e liberi pensieri.

“Massoneria riferita alle Istituzioni”, era questo il nesso che si voleva dare in tale convegno. Ma è al di là che va cercato il risultato di tutte le menti esimie presenti. Cioè nell’affermazione e nella continua ricerca del meglio e dell’oltre, pur nell’umiltà della consapevolezza che c’è ancora molto da lavorare.

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